Maria Blomqvist
Hilma Broström

Il prossimo libro

Se mia nonna non è in paradiso, non c'è nessuno

Il prossimo libro di Maria comincia nella storia della sua famiglia. Racconta di sua nonna, Hilma Broström, nata Töyrä nel 1909, e di un'infanzia lontana da quella che conosciamo oggi.

Il prossimo libro di Maria comincia nella storia della sua famiglia. Racconta di sua nonna, Hilma Broström, nata Töyrä nel 1909, e di un'infanzia lontana da quella che conosciamo oggi.

Hilma crebbe a Karesuando e trascorse gli anni di scuola in un convitto, dove i bambini vivevano durante i trimestri e potevano tornare dalle loro famiglie solo a Natale e per le vacanze estive. A volte la neve altissima e il freddo pungente rendevano impossibile persino il viaggio di ritorno a casa per Natale. Questi convitti ospitavano fra gli altri i bambini che abitavano lontano dalla scuola, e migliaia di bambini vi trascorsero una parte della propria infanzia.

Da adulta, Hilma mise per iscritto lei stessa il racconto della propria infanzia. Cercò di pubblicarlo, ma nessuno volle farlo. Ora, una generazione dopo, Maria porta avanti il suo manoscritto e dà alla storia della nonna lo spazio che allora non ebbe mai.

Sarà il racconto di una vita di donna, di un'epoca e di una parte della storia svedese che raramente è stata al centro della scena – e di come le parole di una donna possano continuare a vivere, anche quando all'inizio nessuno le ha ascoltate.

L'orgoglio di avere la storia della nonna messa per iscritto è grande in tutta la famiglia. Siamo cresciuti tutti accanto a lei: silenziosa, attenta e premurosa. Un tempo erano gli undici figli e i ventotto nipoti di Hilma ad ascoltare le sue fiabe e i suoi racconti. Ora, con questo libro, diventano accessibili a tutti. A poche donne è dato vedere scritta la propria storia. Un racconto e un documento d'epoca su una bambina del tutto comune del Nord!

La vita nel Nord

La vita era dura lassù al nord, vicino alla Norvegia, alla Russia e alla Finlandia. La nascita e la morte erano sempre vicine. Un modo di aiutarsi a vicenda era ricorrere al sapere dei Sami sulle erbe, sugli unguenti e sulla magia. Con la carne delle renne e con ciò che si coltivava si faceva baratto – e il caffè e il sale non vanno dimenticati. La natura era sempre presente: estati brevi e lunghi inverni bui erano la quotidianità delle persone allora come oggi.

Oggi si parla spesso dei contrasti fra i Sami e gli svedesi. Non è questo che racconta mia nonna. Lei racconta la collaborazione naturale, il baratto fra i nomadi – i Sami – e gli svedesi stanziali. Una vita al nord tanto diversa dalla vita più a sud.

Dal libro

Ecco un brano tratto da un capitolo in cui mia nonna racconta che cosa accadde quando la donna sami rovesciò per sbaglio del caffè bollente sulla sorellina di mia nonna:

Alla donna sami pareva così terribile aver causato alla bambina quella sofferenza che volle restare per aiutare a curare la piccola. Non sembrava che le ustioni volessero guarire. L'ustione era estesa su quel piccolo corpo di bambina. A volte le piaghe miglioravano un poco, poi peggioravano di nuovo. Alla fine la donna sami chiese se potesse curare la bambina a modo suo, dato che le medicine non parevano avere effetto. La mamma le lasciò mano libera, perché tutto sembrava vano. La bambina era sempre stata piccola, e ora si fece ancora più piccola. La mamma mangiava e beveva per conservarle il latte, perché succhiare riusciva ancora: allattare era importante. Tutti pensavano che la mia sorellina sarebbe morta prima o poi. La donna sami ebbe il permesso di occuparsi di lei secondo la propria testa e il proprio sapere. Per prima cosa mise sulle piaghe un panno di lino pulito e sopra vi posò carne di renna essiccata con del grasso. Era una specie di impiastro che doveva tirare fuori il male dalle piaghe. Continuò così per diverse settimane. La sorellina guarì, ma i segni le rimasero.